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Mogliano, sua maestà il maiale festeggiato per S.Antonio



Si è chiusa con un grande successo la serata di Sant’Antonio Abate, a Mogliano, nella taverna del palazzo municipale, centodieci persone hanno partecipato alla cena che ha concluso la prima celebrazione dell’eremita, considerato il santo protettore degli animali domestici. I partecipanti alla conviviale hanno potuto apprezzare un menù particolare, fatto di vecchie ricette contadine, in omaggio alla nostra civiltà agraria. Tra i presenti, Carlo Cambi, giornalista enogastronomo, Ugo Bellesie giornalista e presidente dell’Accademia della Cucina di Macerata, che hanno raccontato, tra una portata e l’altra, la storia dei piatti offerti.
La cena, offerta dall’Antica Gastronomia di Mogliano e dalla cantina civitanovese di BoccadiGabbia, era a base di maiale: dall’antipasto con lonzino alla contadina, pizza “co’ li sgriciuli” e cauli strascinati, alla polenta con salsiccia, per passare poi alla spalla di maiale e ai zampitti in porchetta. Chiusura con il dolce, con i “caciù co la fava”. Ai fornelli, tre vere esperte della vecchia cucina di tradizione: Egle Caponi, Maria Bernabei, Maria Contigiani, tutte moglianesi.
Il maiale è stato il punto centrale delle serata. Le religioni monoteiste legavano la figura del porco ad elementi negativi, appartenenti al male e, chi lo mangiava, accoglieva su di sé lo spirito immondo del demonio. Il cristianesimo medievale si è trovato costretto a smentire l’anatema del vecchio e nuovo testamento. Ed è proprio Sant’Antonio Abate che ha sconfitto gli aspetti carnali, spezzando l’equazione porco uguale demonio e riconducendo l’animale alla sua dimensione domestica e inoffensiva. Da allora, il maiale ha garantito al popolo la sopravvivenza. Proprio per studiare la figura dell’eremita e “la filosofia del maiale” è stata presentata ieri, da Evio Hermas Ercoli, l’ Associazione “Società di Sant’Antonio Abate”.
Parte così, grazie a questa iniziativa promossa dal Comune di Mogliano e dalla Camera di Commercio di Macerata, presenti rispettivamente con il Sindaco Silvano Ramadori e con il vicepresidente Mario Volpini, la nuova associazione che intende valorizzare la cultura del maiale, attraverso il recupero, la riscoperta e la diffusione delle vicende storiche, antropologiche, economiche ed enogastronomiche marchigiane.
Il progetto è di lunga durata e prevede la realizzazione di un centro studi e raccolta dati e la promozione di mostre, spettacoli, convegni, ricerche, pubblicazioni retrospettive, per favorire la conoscenza della storia del fenomeno.

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