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Sardegna strangolata dai debiti. Si attendono soluzioni




L'economia agricola della Sardegna è in ginocchio, strangolata dai debiti che pesano anche sulle generazioni a venire. A leggere il buco causato dalla legge regionale 44 del 1988, bocciata nel 1997 dall'Unione europea che coinvolgono oltre 5000 aziende, assieme ai brividi vengono anche conati di vomito.
Attualmente i debiti delle aziende del settore ammontano complessivamente a circa 700 milioni di euro, di cui circa 200 milioni in condizioni di difficoltà. Di questi, infatti, 171,5 milioni di euro sono in sofferenza, mentre altri 27,6 milioni sono in condizione di "incaglio" (una posizione di difficoltà intermedia che ancora non è di sostanziale morosità). Dagli anni ottanta a oggi, le garanzie offerte alle banche dalla Regione a tampone delle varie situazioni debitorie difficili, ammontano a quasi 34 milioni di euro (32 per le posizioni di sofferenza e 1,9 per le posizioni di incaglio). I settori in maggiore difficoltà, secondo i dati resi noti oggi dalle tre organizzazioni, sono quelli dell'orticoltura in serra (sofferenze per 66,9 milioni di euro), fiori e piante ornamentali (32,5 milioni) e delle cooperative di trasformazione (24 milioni).
"A monte, spiega la CIA - Confederazione italiana Agricoltori-, ci sono anni di investimenti sbagliati e finanziamenti caotici. Non solo, ma i tempi burocratici hanno costretto le aziende ad accettare anticipi di finanziamento e a offrire garanzie che poi hanno strangolato la comunità produttiva.
"L'agricoltore - continua la CIA - per poter dar corso all'investimento" nei tempi necessari a evitare di perdere il contributo a fondo perduto "si è visto costretto a sottoscrivere la forma di finanziamento più onerosa e peraltro dietro prestazione di garanzie ulteriori che, una volta acquisite, non sono state svincolate neppure a seguito della sottoscrizione dei mutui fondiari veri e propri". A quel punto è bastato che un solo componente del nucleo familiare fosse inadempiente che si determinasse l'assoggettamento a pignoramento di padri, madri, fratelli e cognati, congelandone ogni possibilità di accesso al credito e allontanando così le possibilità di restituzione del debito. Si è così inaugurata una stagione di interventi finanziari, dapprima per la proroga di singole rate e quindi, per l'assestamento e la riprogrammazione dei debiti, mediante nuovi interventi".

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