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Terni, chiuso l'iceneritore. La magistratura ipotizza il disastro ambientale


Agricoltura e ambiente vanno a braccetto. L'uno non può esistere senza l'altro. L'ambiente e la sua salvaguardia è la nostra salvaguardia, almeno fino a che ne mangeremo i frutti. Inquinare l'aria, con emissioni nocive, di ogni genere, vuol dire morire avvelenati anche per quello che mangiamo. La premessa, che a tanti può sembrare ovvia, di fatto non lo è. E la "questione inceneritori" lo conferma. A Terni è stato chiuso l'inceneritore per mano del sostituto procuratore Elisabetta Massini che ha firmato nove avvisi di garanzia a carico del sindaco Paolo Raffaelli e dei vertici ASM (Azienda servizi municipalizzati) con l'ipotesi di disatro ambientale. In pratica l'inceneritore della ASM avrebbe lavorato piu' volte a temperature al disotto degli 850 gradi, causando così dispersione di diossina nell'aria. L'intervento della magistratura e del Corpo Forestale dello Stato ha gia' consentito di effettuare rilievi tecnici sia sul forno di incenerimento che sui camini, allo scopo di comprendere quali sostanze siano state bruciate e poi disperse nell'aria. C'e' poi l'ipotesi che nel fiume Nera siano finiti metalli pesanti come cadmio, nichel manganese e piombo, al pari dei residui della lavorazione dei rifiuti solidi urbani senza autorizzazione. Degli indagati, che avrebbero violato le normative riguardanti l'ambiente, il sindaco entra nell'inchiesta come massima autorita' sanitaria della citta' nonche' come proprietario, in virtu' del ruolo rivestito, dell'impianto. Secondo l'accusa il primo cittadino non avrebbe vigilato per evitare che l'inceneritore diventasse fonte di inquinamento. Intanto il sindaco ha comunicato che i cassonetti dei rifiuti nel territorio comunale ed in citta' continueranno ad essere regolarmente svuotati, mentre i rifiuti saranno trasferiti all'impianto di preselezione ad Orvieto con un costo aggiuntivo a carico dell'ASM.
La verde Umbria subisce una ferita profonda. Il punto di oggi è che la notizia ieri è passata in sordina in tutti i telegiornali. Ma questo fa parte del grande gioco dell'informazione.
Mi riprometto su queste pagine di approfondire la questione inceneritori, anche se per la poca esperienza che ho posso già dire che all'agricoltura non servirebbero granchè.

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